Visioni persistenti

A Milano la mia mostra fotografica Point of view / Persistence of vision. Negli ambienti storici di Palazzo Saporiti, Banca Galileo. Per tutto il mese di maggio.

Negli ultimi vent’anni ho realizzato reportage per riviste, illustrazioni per guide o libri di viaggio, scatti costruiti per agenzie di comunicazione, foto di lunghe camminate, storie di esplorazioni speleologiche e così via. Da questo bagaglio ho provato a estrarre alcune immagini. Ho tentato di raccogliere fotografie che stessero al gioco di parole del titolo.

Scattare fotografie significa pescare istanti dallo scorrere ininterrotto del tempo. È un’esperienza meravigliosa perché consente di trasformare momenti effimeri in figure tangibili: da liquide si fanno solide, come la lava dello Stromboli che cola nel mare. Dalla fotocamera escono tracce stratificate, battiti d’ali, impronte allineate come quelle degli ominidi agli albori del tempo.

Le Ciampate del Diavolo

Roccamonfina, Italia. Le ciampate del diavolo, impronte di ominidi di 350.000 anni fa.

La mostra prova a dare corpo a un’idea che del resto sta alla base della fotografia: la presenza del fotografo e il suo punto di vista possono generare immagini persistenti di istanti fugaci. Sono esposte immagini di situazioni e luoghi iconici. Un monaco ortodosso in cima al sacro Monte Athos mentre al tramonto l’ombra della vetta si allunga sul mar Egeo. Un’altra ombra, quella del Monte Teide a Tenerife, che all’alba forma un’immensa piramide sull’oceano Atlantico. È un luogo effimero, l’isola non trovata di Gozzano poi cantata anche da Guccini.

C’è un’immagine ripresa volando in mongolfiera sulle Alpi, nel momento in cui le nuvole si aprono e sullo sfondo si affacciano le cime innevate. Una situazione simile a quella di un volo in elicottero sull’Auyan tepui, in Venezuela, durante una spedizione col gruppo La Venta: le nuvole si sono aperte ed è spuntato maestoso il Salto Angel, la cascata più alta del mondo. E poi le isole Lofoten in Norvegia, dopo un temporale; le pitture rupestri e i cieli stellati nel deserto della Bassa California, in Messico; un fossile in una grande grotta delle Filippine; la coda di un capodoglio che sta per inabissarsi nel Mare del Nord; un allocco che esce da una grotta appenninica.

Qui in anteprima alcune delle immagini esposte. Le fotografie sono stampate in grande formato su carta pregiata Hahnemühle Photo Rag. Hanno una tiratura di dieci copie e sono certificate singolarmente con ologramma.

Insomma siete invitati. E se vi va estendente l’invito condividendo questo post e l’evento Facebook della mostra.

 

POINT OF VIEW / PERSISTENCE OF VISION
Fotografie di Natalino Russo

Palazzo Saporiti, Banca Galileo
Corso Venezia 40, Milano
Dal 29 aprile al 30 settembre 2016
Orari: dal lunedì al venerdì
8.30-13.30 / 15.00-18.00
INGRESSO LIBERO

 

Natalino Russo 160107.1863 _

Monte Teide, Tenerife. L’aria è fredda, il sole è appena sorto. Dalla vetta del vulcano (3718 m) si vede il triangolo d’ombra proiettarsi verso ovest sull’Atlantico. Per qualche minuto forma un’immensa piramide sull’isola di La Palma. Poi svanisce.

Reine. Dopo il temporale.

Reine, Norvegia. Sull’isola Moskenesøya ha appena smesso di piovere. Per qualche istante le nuvole avvolgono le pareti scure a strapiombo sul mare. Poco dopo irrompono i colori delle Lofoten.

pozzaccio del diavolo. Allocco (Strix aluco)

Monte Massico, Italia. È calata la notte. Un allocco esce dal suo nido sulle pareti di un pozzo carsico all’ingresso di una grotta.

Salto Angel

Auyan tepui, Venezuela. Nel 1933 il pilota americano Jimmy Angel, in servizio presso alcune miniere, sorvolò l’Auyan tepui e vide la cascata Kerepakupai merú. Da allora la cascata si chiama Salto Angel. È la più alta del mondo (979 m).

 

In apertura:
Monte Athos, Grecia. Un monaco ortodosso è salito a piedi sulla vetta della montagna sacra, a 2030 metri di quota. Il sole sta tramontando. Per qualche minuto l’ombra del monte si allunga sul mar Egeo.