FAQ

Quando hai iniziato a viaggiare e fare fotografie? Da bambino. Con i miei genitori abbiamo girato molto, dapprima per l’Italia con una roulotte, poi per l’Europa con un vecchio Fiat Ducato che mio padre aveva camperizzato. Le prime fotografie le ho scattate ai tempi delle medie, con una bellissima Comet II. Fotografavo i miei amici e facevo esperimenti con ogni macchinetta che mi capitasse a tiro.

Qual è stata la tua prima macchina fotografica? La prima reflex sulla quale ho messo le mani è la Pentax ME Super di mio padre. Piccola e leggera, e tuttora viva. Poi ho acquistato una Nikon FE e poco dopo una F90, che ho avuto per anni. Qualche esperimento con una Fuji S602Z ha preparato l’abbandono della pellicola.

Che attrezzatura utilizzi attualmente? A lungo ho utilizzato quasi esclusivamente reflex Nikon, solide e funzionali. Dal 2004 sono passato del tutto al digitale. In via sperimentale ho usato una discreta D70, per poi lavorare con D200, D300 e a lungo con la D700. Adesso utilizzo l’ottima D810, ma anche due gioiellini Olympus della seria OM-D: la E-M5 e la E-M1, eccellenti micro quattro terzi. Mi piacciono molto le ottiche larghe, ma anche qualche buon tele. Non disdegno  le compatte, che posso portare ovunque. E qualche volta, ohibò, lo smartphone.

Quanto materiale porti con te per fotografare? Il meno possibile. Ovviamente commisurato alle esigenze. Quasi sempre risolvo tutte le situazioni con due o tre ottiche zoom. Uso molto la luce flash, ne ho almeno uno sempre in borsa. Spessissimo mi è indispensabile poter contare su un solido cavalletto. Ma altre volte preferisco fotografare a mano libera. Uso pochi filtri.

Come hai iniziato a fare questo lavoro? Un po’ per gioco. Mia madre e mio padre organizzavano viaggi bellissimi: Islanda, Norvegia, Irlanda, Spagna… Insieme a mio fratello non vedevamo l’ora che arrivasse l’estate, per partire. Abbiamo viaggiato con i nostri genitori fino all’adolescenza inoltrata. Gli studi universitari mi hanno spinto all’osservazione della natura. Quindi la fotografia è stato un passo quasi automatico. Ho iniziato a collaborare con qualche rivista mentre studiavo, e non ho mai smesso.

Cosa consiglieresti a chi volesse lavorare in questo campo? Non avere fretta e al tempo stesso averne molta. Leggere tanti libri e guardare migliaia di fotografie scattate da altri. Stare spesso in giro e vedere posti, anche se spesso questo significa sacrificare altre cose piacevoli (ad es. compleanni, matrimoni e celebrazioni di parenti e amici). Legarsi il meno possibile alle richieste sociali e alle convenzioni. Abituarsi a lavorare moltissimo da soli. Perseverare: i piccoli passi non si vedono ma conducono lontano.

Cosa fai nel tempo libero? Ne ho poco. Ma ho dalla mia il fatto di potermi scegliere il lavoro, quindi è come se il mio tempo fosse tutto lavoro, e insieme tutto tempo libero. Le mie grandi passioni sono la speleologia e la montagna: ogni volta che posso vado con gli amici in giro per grotte e montagne.