E-M5, di bene in meglio

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La fotocamera Olympus OM-D E-M5 con l’obiettivo M.Zuiko 12mm f/2

Da oltre un anno utilizzo la Olympus OM-D E-M5. L’ho portata sempre con me, dall’umido delle foreste tropicali al caos delle grandi città. Delle caratteristiche di questa fotocamera, della sua qualità e versatilità ho già scritto in più di un’occasione. Ne ho anche evidenziato qualche difetto, tra cui la dimensione eccessiva dei punti di messa a fuoco: quando il soggetto non è in primo piano, e se ha davanti reti, steccati o vegetazione, l’autofocus tende a concentrarsi su questi ultimi, complicando la vita al fotografo.
Altro aspetto antipatico è la difficoltà di utilizzare i diaframmi più aperti in presenza di molta luce, perché la sensibilità minima della fotocamera arriva a 200 ISO, e il tempo di scatto più rapido è 1/4000.

Entrambi i problemi sono stati risolti da un recentissimo aggiornamento firmware: ascoltando i suggerimenti dei professionisti, Olympus ha rilasciato la versione 2.0, introducendo due importanti novità: la possibilità di ridurre la dimensione dei punti di messa a fuoco, scegliendo peraltro il formato quadrato; e l’estensione del campo di sensibilità fino a 100 ISO, il che è un’ottima notizia, vista la grande luminosità di alcuni obiettivi dedicati al micro 4/3.
L’aggiornamento è semplicissimo: basta andare sul sito Olympus e scaricare l’updater, un programmino che verifica la versione del firmware della fotocamera e lo aggiorna in pochi minuti.

Olympus ha da poco presentato due nuove fotocamere della serie OM-D: la professionale E-M1 e la versatile E-M10, che sarà disponibile tra qualche giorno. I miglioramenti apportati alla già ottima E-M5 dimostrano la serietà dell’azienda e il rispetto che ha per i propri clienti. Che di questi tempi non è poco.